CBD....come si può disintegrare un settore oggi?

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L'Italia Aggiunge il CBD alla Lista dei Medicinali Estratti da Sostanze Stupefacenti

Nell'ambito di una manovra estiva, il governo italiano ha deciso di includere il CBD naturale nell'elenco dei medicinali estratti da sostanze stupefacenti. Questo ha sollevato serie preoccupazioni per l'industria agroindustriale legata alla canapa in Italia, nota come Cannabis Sativa L. Adesso si attende un intervento da parte della magistratura e/o della Commissione europea. Vediamo più da vicino i dettagli di questa situazione.

La Questionabile Decisione sull'Inclusione del CBD

La decisione del governo italiano di includere il CBD nella lista dei medicinali estratti da sostanze stupefacenti è stata presa durante l'estate. Questa mossa ha scatenato una serie di reazioni e ha messo in allarme l'industria legata alla canapa. Questo particolare tipo di canapa, conosciuta come Cannabis Sativa L., è stata oggetto di discussioni e controversie, poiché è spesso utilizzata per estrarre il CBD, una sostanza con diverse applicazioni terapeutiche e medicinali.

Le Implicazioni per l'Industria e la Filiera della Canapa

L'industria agroindustriale della canapa in Italia ha subito un duro colpo con questa decisione. La canapa, utilizzata per produrre il CBD, è stata a lungo considerata una coltura promettente, soprattutto per le sue molteplici applicazioni nel settore medicale e terapeutico. Tuttavia, l'inclusione del CBD nella lista dei medicinali estratti da sostanze stupefacenti potrebbe avere conseguenze devastanti per l'intera filiera, mettendo a repentaglio gli investimenti e i progressi finora realizzati.

L'Aspetto Legale e la Risposta delle Autorità Europee

Questa mossa del governo italiano sembra andare in contrasto con alcune decisioni prese a livello europeo. Ad esempio, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha precedentemente stabilito che il CBD non può essere considerato uno stupefacente, specialmente quando è estratto dall'intera pianta di Cannabis sativa. Inoltre, la Commissione delle Nazioni Unite sulle Sostanze Stupefacenti ha raccomandato di rimuovere la canapa e i suoi derivati dalla lista delle sostanze soggette a rigorosi regimi di sorveglianza.

La Necessità di una Valutazione Approfondita

La decisione del governo italiano sembra aver ignorato le prove scientifiche e le valutazioni legali esistenti riguardo al CBD. La mancanza di una valutazione dettagliata dei rischi effettivi per la salute pubblica associati al CBD solleva dubbi sulla legittimità di questa decisione. Molti ritengono che una valutazione accurata, basata su prove scientifiche, sia essenziale prima di prendere una decisione così importante che potrebbe avere un impatto significativo sull'industria e sulla salute dei cittadini.

In Conclusione

La decisione dell'Italia di includere il CBD nella lista dei medicinali estratti da sostanze stupefacenti ha sollevato una serie di domande e preoccupazioni. Le implicazioni per l'industria e la salute pubblica richiedono un esame accurato e basato su prove scientifiche. In un momento in cui sempre più paesi stanno rivalutando le loro politiche sulla canapa e sul CBD, questa decisione sembra andare controcorrente rispetto alle tendenze internazionali.

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